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Ginecomastia
Per Ginecomastia s’intende una condizione di anomalo sviluppo della ghiandola mammaria maschile, che determina non solo problemi di natura estetica ma spesso conseguenze di tipo psicologico e relazionali.

Nella pratica clinica si distinguono tre forme:

  • Ginecomastia vera: reale ipertrofia della ghiandola mammaria
  • Pseudoginecomastia o “Falsa Ginecomastia” o Adipomastia: l’aumento volumetrico della mammella è dovuto ad un anomalo accumulo di tessuto adiposo
  • Ginecomastia mista: quando coesistono le condizioni precedentemente descritte

Le cause responsabili sono molteplici ed in alcuni casi controverse.

  • influenze ormonali ( deficit testosterone, eccessiva produzione estrogeni, ecc.)
  • prolungate terapie a farmaci
  • anomalie della differenziazione sessuale
  • eccessivo accumulo di adipe in regione mammaria per cause sconosciute

Il paziente che presenta Ginecomastia deve essere inquadrato in un’ottica multidisciplinare, quindi allo specialista in chirurgia plastica,che si occuperà della correzione chirurgica, si asocia la collaborazione di un endocrinologo ed a volte di uno psicologo.

La ginecomastia viene trattata mediante un intervento chirurgico eseguito per eliminare, al di dietro dei capezzoli, il tessuto mammario e/o adiposo eventualmente presente determinante l’aspetto di una mammella femminile. L’intervento si effettua con un giorno di ricovero o in day-hospital e dura circa un’ora.

Tecnica operatoria
La diagnosi viene fatta mediante palpazione ed un esame ecografico della regione mammaria in modo da valutare se c’è l’ipertrofia della ghiandola, l’eccesso di grasso o entrambe le condizioni in quanto varia il tipo di trattamento da effettuare. Se la ginecomastia è provocata da un eccesso di tessuto adiposo questo può essere rimosso mediante lipoaspirazione. Nel caso di un eccesso di tessuto ghiandolare e/o adiposo può essere necessario effettuare oltre alla liposuzione anche l’asportazione chirurgica del tessuto ghiandolare attraverso una incisione sul contorno inferiore dell’areola. La cicatrice tende con il tempo ad attenuarsi con ottimo risultato estetico.

 

TRATTAMENTO POST-OPERATORIO
Un edema (gonfiore) nella regione pettorale è sempre presente dopo l’intervento e inizia a diminuire in terza o quarta giornata fino a scomparire del tutto dopo una ventina di giorni. Una medicazione compressiva,effettuata alla fine dell'intervento, viene rimossa dopo 48 - 72 ore per essere sostituita da una fascia elastica che verrà indossata per circa due settimane. La medicazione verrà rimossa dal chirurgo e non deve essere toccata dal paziente prima che ciò avvenga. Le suture saranno rimosse dopo 10 - 15 giorni. E’ consigliabile riposare per i primi due o tre giorni. Docce e bagni saranno consentiti generalmente dopo la rimozione della medicazione compressiva. Il dolore, raramente è intenso, più comunemente si avverte un senso di fastidio, comunque tollerato molto bene con i comuni analgesici. 

COMPLICANZE
Tra le possibili complicanze immediate, comuni a qualsiasi intervento chirurgico, troviamo: sieroma, ematoma, infezione, ecc. Tra le possibili complicanze a distanza: asimmetria, esito cicatriziale evidente o un introflessione del complesso areola capezzolo. La perdita di sensibilità del capezzolo, se si verifica, è generalmente temporanea e si riacquista quasi completamente con il tempo. In rare occasioni può essere permanente.

RIPRESA DELL'ATTIVITA' FISICA
L’ attività sportiva potrà essere ripresa dopo 4 - 6 settimane. La guida dell'automobile, le abituali attività che non comportino notevoli sforzi e l’attività sessuale potranno essere riprese dopo tre o quattro giorni.