Chirurgia estetica star del 2011
intervista di Tiziana Paolocci - 12 gennaio 2011
Il dr Alberto Armellini svela i segreti per mantenersi giovani grazie a lifting 3D, protesi sottorbitarie, liposcultura, mastoplastica additiva

Il nuovo anno è appena iniziato, e messi via panettoni, pandori e cotechini i conti con lo specchio non tornano più. Molti e molte guardandosi pensano: un anno fa le rughe intorno agli occhi non c'erano, l'addome era più tonico e il seno non era calato. Il nuovo anno vedrà protagonista ancora una volta la chirurgia plastica-estetica e c'è da giurarci che tanti hanno già fissato un appuntamento e ancor di più lo faranno da qui a poco. Parliamo di tutti i segreti per essere belli con il dottor Alberto Armellini, noto chirurgo della capitale, Specialista in Chirurgia Plastica, Estetica, Ricostruttiva e Diplomato Scuola Internazionale Medicina Estetica.


Sono di più le donne o gli uomini a chiedere interventi di chirurgia estetica?
Sicuramente le donne, anche se i maschietti stanno aumentando anno dopo anno. In parte ciò è dovuto al fatto che l'intervento al seno è tra i più eseguiti e questa procedura è esclusiva delle donne, oggi di tutte le età. Del resto è importante apprezzare il proprio corpo, la vita media si è allungata da qui la necessità di aiutarsi un po' per vivere al meglio qualsiasi età.

Quali sono gli interventi più richiesti dalle donne?
La mastoplastica additiva per migliorare la forma e il volume del seno, la liposcultura per rimodellare il corpo e accentuare la sinuosità della regione glutea e tutta la chirurgia e medicina estetica del viso per avere un volto giovane ed attraente.

Lei è il pioniere del lifting tridimensionale, di cosa si tratta?
Un nuovo modo chirurgico e filosofico di approcciare il volto, rispettando le naturali e anatomiche concavità e convessità del viso si ottengono risultati meravigliosi e mai artefatti. Genio assoluto di questa chirurgia è il mio maestro, il professor Edward Terino di Los Angeles-California con il quale collaboro da più di dieci anni. Fortunatamente è finita l'era dei visi tutti uguali, fatti con lo stampo senza nessun criterio di armonia e bellezza. La nostra filosofia ci porta a personalizzare ogni procedura e a programmare l'intervento senza tralasciare alcun dettaglio. Questa chirurgia coniuga grande conoscenza dell'anatomia, grande abilità chirurgica, spiccato senso del bello.

Oltre alla chirurgia, cosa si può fare per migliorare il proprio viso?
Prima cosa, importantissima, rivolgersi solo a medici specialisti in chirurgia plastica o a medici diplomati in medicina estetica. La scelta del professionista che ha i giusti titoli è la prima cosa da fare. Detto ciò, oggi la Medicina Estetica grazie a peelings, fillers a base di acido ialuronico e biolifting permette di ottenere ottimi risultati e di rallentare il processo di invecchiamento del viso. La Medicina estetica è una medicina sia preventiva che curativa, pertanto indicata ai giovani che vogliono mantenersi tali il più a lungo possibile e ai non più giovani che desiderano recuperare un po' di terreno perso. Grazie al check up cutaneo associato a un attento esame obiettivo si riesce a fare una precisa diagnosi e a stabilire trattamenti personalizzati sia ambulatoriali che domiciliari.

Qual'è il trattamento del futuro?
In medicina estetica sicuramente il biolifting, procedura non invasiva che consente presentabilità immediata che non solo rallenta il processo d'invecchiamento cutaneo ma permette anche di migliorare l0aspetto, e cosa fondamentale, la funzione della cute, l'organo più esteso che abbiamo. In chirurgia estetica le protesi sottorbitarie ridonano luminosità ad uno sguardo spento ed affaticato. In futuro si sentirà parlare molto di queste procedure.

Dottor Armellini, quale consiglio diamo ai nostri lettori?
Rivolgetevi solo a professionisti seri che hanno i titoli per svolgere la specialità, chiedete al medico in quale università ha conseguito la specializzazione in chirurgia plastica. Non esagerate con i volumi e ricordate che gli interventi chirurgici devono essere eseguiti solo in sala operatoria di strutture di qualità, in presenza sempre dell'anestesista e di una equipe chirurgica al completo. Ultima cosa, state attenti a preventivi troppo bassi, spesso in questi casi si risparmia sulla sicurezza e sulla qualità.

questo articolo su "il Giornale"

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