Liposcultura: il segreto per rimodellare il proprio profilo corporeo
intervista di Tiziana Paolocci - 28 settembre 2009
Il chirurgo Alberto Armellini, direttore del Gianicolo Plastic Surgery Institute-Roma, spiega che nella capitale sempre più donne si sottopongono a questo intervento, che negli anni è stato perfezionato nella tecnica. Ma lancia un allarme: «Attenti ai falsi specialisti»

La cute è l'organo più esteso che abbiamo e svolge due compiti, uno funzionale e l'altro estetico. Sempre più donne e uomini di tutte le età si rivolgono al chirurgo plastico, chi per migliorare un inestetismo male accettato chi per contrastare il trascorrere del tempo e mantenere un aspetto sano e giovanile il più a lungo possibile.
Ultima novità nell'universo della medicina estetica è il biolifting, ne parliamo con il dottor Alberto Armellini, specialista in Chirurgia Plastica, Estetica e Ricostruttiva, Diplomato alla Scuola Internazionale Medicina Estetica ed esperto in «contouring face». Il chirurgo romano si divide fra il Gianicolo Plastic Surgery Institute e la California, sempre con lo stesso obiettivo: aiutare le persone a piacere e piacersi di più.


La liposcultura è un intervento chirurgico che consente di eliminare gli accumuli di grasso localizzato da cosce, glutei, fianchi, addome, collo, braccia, restituendo o creando armonia del profilo corporeo.
Tale intervento negli anni si è perfezionato sia nella tecnica chirurgica che anestesiologica, garantendo risultati eccellenti, una rapida convalescenza e soddisfazione per il paziente e per il chirurgo. Ne parliamo con il dottor Alberto Armellini, direttore del Gianicolo Plastic Surgery Institute-Roma, Specialista in Chirurgia Plastica, Estetica e Ricostruttiva e Diplomato alla Scuola Internazionale di Medicina Estetica. Armellini si divide tra il suo Centro al Gianicolo e la California, che ormai è diventata la sua seconda casa, dove lavora al fianco del professor Terino, chirurgo di fama mondiale.
«La liposcultura è sempre stato un intervento molto richiesto, in quanto forte il desiderio di specchiarsi e trovare un corpo armonico, proporzionato e attraente - spiega il chirurgo -. Mentre nel passato solo ragazze molto giovani richiedevano tale procedura, oggi donne di tutte le età e anche uomini, scelgono di sottoporsi alla liposcultura per rimodellare il profilo corporeo». È un intervento chirurgico a tutti gli effetti, pertanto necessita di un'attenta visita specialistica, di esami di laboratorio necessari compresa l'ecografia del pannicolo adiposo ed ecocolordoppler venoso degli arti inferiori e va eseguita sempre nella sala operatoria di una clinica qualificata, in presenza dell'anestesista e di equipe chirurgica al completo.
«Per arrivare all'operazione - racconta lo specialista - è necessario raccogliere, confrontare e valutare una moltitudine di dati quali: età, peso, altezza, abitudini alimentari, spessore pannicolo adiposo, elasticità cutanea, abitudini di vita ed altro ancora, in modo da stabilire se l'intervento può essere eseguito. È molto importante ricordare che la liposcultura non è una soluzione "rapida" al sovrappeso o un alternativa alla dieta, perché non serve per dimagrire, ma per rimodellare il profilo del corpo ed è una procedura chirurgica che deve essere eseguita da un Medico Specialista in Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva».
Non esiste un periodo specifico per operarsi ma è importante sapere che, per almeno un mese dopo l'intervento, è necessario seguire in modo rigoroso alcuni comportamenti, che devono essere illustrati al paziente prima e dopo l'operazione.
«La liposcultura, viene eseguita in anestesia locale con sedazione, in regime di day hospital o al massimo è prevista una notte di ricovero in clinica - sottolinea Armellini -. Le aree, precedentemente disegnate, vengono infiltrate con una soluzione di anestetico locale. Mediante una cannula "dolce" a punta smussa di 2-3 mm di diametro si effettuano movimenti a raggiera che frantumano le cellule di tessuto adiposo che vengono contestualmente aspirate. Il grasso aspirato, in casi selezionati, viene centrifugato e reiniettato nelle aree depresse al fine di conferire al profilo corporeo massima armonia». Molto frequentemente si riscontrano accumuli di grasso sul fianco e sull'esterno coscia ed un'area intermedia depressa. Quest'ultima zona va riempita per dare maggiore equilibrio e tono alla regione glutea. In questo modo un gluteo sceso e svuotato, diventa più alto e attraente.
«L'intervento dura circa 45 minuti per volumi ridotti, fino ad un ora e mezza per volumi più impegnativi - dice Armellini -.
Le piccolissime incisioni cutanee vengono chiuse con un cerotto speciale e le aree trattate sono medicate in maniera compressiva. Dopo 5 giorni si rimuove la medicazione e si riprendono le normali attività quotidiane. Dal giorno dell0operazione si indossa una guaina elasto-compressiva per circa 20 giorni, che aiuta la pelle a riadattarsi ai nuovi profili. Dopo 30 giorni dall'intervento è consigliabile sottoporsi a massaggi linfodrenanti che stimolano l'assorbimento graduale del gonfiore legato al trauma subito dai tessuti. A risultati consolidati è utile mantenere tonica la muscolatura (che tende la pelle migliorandone l'aspetto) mediante attività sportiva e/o elettrostimolazione. Dopo un mese si può riprendere l'attività sportiva».
Prima di intraprendere questo percorso è necessario rivolgersi a medici seri, informarsi se il medico è specialista in Chirurgia Plastica, Estetica e Ricostruttiva, non avere paura di chiedere in quale Università si è specializzato e perché no, farsi mostrare il certificato di specializzazione. «Chi l'ha conseguita ce l'ha sicuramente esposta - conclude il dottor Armellini -. Purtroppo in questa area seria e importante della chirurgia ci sono tanti diciamo troppi operatori che pur non avendo il titolo e l'esperienza specifica del campo esercitano la chirurgia plastica ed estetica. Nessuno si farebbe operare al cuore da un medico non specialista in cardiochirurgia, nessuna donna che deve partorire si farebbe seguire da un medico non specialista in ginecologia, nessuno si farebbe operare alla retina da un medico non specialista in Oculistica. Perché questo rigore non esiste per la chirurgia plastica ed estetica?»

questo articolo su "il Giornale"

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